Caro Maroni, l’innovazione è indispensabile anche sulle Province.

“Non si può essere contro le Province quando si sta al Governo e poi voler conservare tutto appena si è sul territorio”.
Così Umberto Ambrosoli commenta le dichiarazioni del Presidente della Regione Maroni che alla iniziativa di oggi dell’UPI ”La sfida delle province del Nord” si è schierato contro il Disegno di Legge del governo sulla riorganizzazione delle Province.
“Si continua a seminare confusione” – ha dichiarato Ambrosoli, leader del PATTO CIVICO- “Come è già successo in aula del Consiglio regionale, dove la maggioranza PDL-Lega si è espressa a favore delle Province, quando invece nel loro Governo di centrodestra avevano avviato l’iter della Legge che le abolisce.
Il tema del riordino dei livelli intermedi e della rimodulazione dei poteri richiede una politica coerente, non contraddittoria: è quanto il Patto Civico cercherà di proporre nei prossimi giorni in un confronto ampio e autorevole. Noi del PATTO CIVICO pensiamo che il riordino dei livelli intermedi di governo sia una cosa seria. Non si può fare come PDL e Lega, che sono specialisti nel dare un colpo al cerchio e uno alla botte, per poi nel paradosso cavalcare le preoccupazioni e le proteste di chi chiede chiarezza istituzionale.
Occorre una discussione seria, che investa tutto il disegno di legge costituzionale per il riordino dei livelli intermedi di Governo, compreso anche l’ente Regione.
Che senso ha lasciare intatte le Province, o al massimo trasformarle in organismi di secondo livello? Dobbiamo invece innovare: riformare le istituzioni, nella prospettiva anche di una riduzione di una pluralità di Enti, la cui conservazione aumenta solo le spese a carico dei cittadini. Ma dobbiamo farlo all’interno di una riforma generale che riveda anche il ruolo centralistico della Regione. Soprattutto in un momento in cui anche l’Europa ci sollecita ad avere istituzioni più efficienti e più rispondenti alla contestualità dei territori. Non è un caso che proprio in questi giorni sia alla ribalta la Convenzione delle Alpi che darà il via ad una grande euro zona transazionale che metterà insieme la gran parte dell’area montana europea.
Mi sembra che, invece, questa maggioranza incapace di innovazione, miri solo alla conservazione: viceversa spingerebbe per la più spedita e lineare realizzazione dell’area metropolitana, invece di ostacolarla per mettere i bastoni tra le ruote di Pisapia”.