L’intervento di Umberto Ambrosoli al convegno di Milano Civica, “Bene Comune”

L’intervento di Umberto Ambrosoli al convegno di Milano Civica, “Bene Comune”

Ringrazio vivamente l’ Associazione Milano Civica per avermi invitato a questo convegno che riflette su un tema e su una parola che campeggia nel mio approccio alla campagna elettorale.
Forse anche per questo ho ottenuto un appoggio di questa Associazione – fino all’impegno per la raccolta della firme che si e’ chiusa ieri sera con brillanti risultati – cosa di cui sono grato e onorato, perché  e’ parte di quello schema di riferimento dei soggetti di una alleanza per il cambiamento e la discontinuità in Regione Lombardia che si e’ chiamato “Patto Civico“.

Ci sono qui – tra ieri e oggi – relazioni meditate su temi molto seri attorno al concetto di “bene comune” .
E non voglio nemmeno lontanamente misurarmi con questo livello di elaborazione.
Vorrei invece solo portarvi qualche riflessione di chi, seguendo una percezione etica e civile del “bene comune”, ha accettato il consiglio di alcune centinaia di persone  – amici e sconosciuti, con rilevanti ruoli o con la connotazione per me sacra di “cittadino” – per una battaglia di riorganizzazione dello consenso e delle speranze che conduca a chiudere il ciclo del centrodestra in Regione e aprire una nuova stagione fondata su tre principi:

- cancellare il deficit di democrazia che si e’ instaurato;
- rigenerare la cultura di governo di una alleanza tra partiti e soggetti civili e sociali che appartengono al centrosinistra;
- ripensare al ruolo della regione ( e del sistema regionale) in una fase di crisi del rapporto istituzioni/società’ , di risorse da destinare  allo sviluppo, di slancio del sistema economico e di condizioni occupazionali.

E’ un immenso carico che non può evidentemente impegnare una persona, una sola persona.
Deve impegnare una vasta rete di soggetti individuali e collettivi, di natura sociale economica e culturale.
Deve impegnare una pluralità di opzioni in cui per mantenere un saggio equilibrio di governo non debbono esercitasi egemonie.
Deve impegnare soggetti del rinnovamento partecipativo tra cui in prima fila i giovani e le donne.

Se ho il mandato di coalizzare questa complessa convergenza, bene, mi metto al servizio di un progetto che – per generare vera discontinuità -  deve evidentemente essere indossato da chi può’, pur con difetti e impreparazioni, rappresentare credibilmente una alleanza inedita.
Milano Civica ne sa qualcosa, perché’ sa che arrivano momenti in cui alcuni outsider possono mettersi al servizio di un obiettivo che pareva irraggiungibile e che invece vede capovolgere montagne rocciose.

Non voglio far ottimismo di maniera.
Sono consapevole del percorso durissimo e in salita. Ma sento  crescere giorno per giorno un tessuto forte e caloroso di fiducia nella nuova partitura che abbiamo proposto per il nostro concerto.
Il nostro concerto potrebbe serenamene chiamarsi “Concerto per il bene comune“. Non so se adagio, allegretto o tempestoso.
Forse tutti e te questi tempi.

Ma dentro una idea che cresce nel dialogo che sto svolgendo in tutto i territorio della Lombardia, ovvero che la politica stessa e’ il “bene comune“.
Perche’ essa essenzialmente non appartiene al circuito chiuso dei partiti che nel tempo hanno piu’ occupato che servito le istituzioni.
Come non appartiene solo alla società’, che a sua volta – facendosi cittadinanza attiva – deve imparare molto a fare politica.
Come non appartiene al mercato, che non e’ una lobby che ha il potere di imporre leggi, ma un territorio di confronto in cui le regole e la legalità’ possono inquadrare i rapporto tra norma e comportamenti.
Queste le brevi, brevissime, linee guida di ispirazione nell’ avvio di un percorso che voglio fare con voi per allargare – dopo Il successo di un progetto di cambiamento sanzionato a Milano e in alte città’ della Lombardia – la condizione di riqualificazione della democrazia al servizio delle generazioni future.

Umberto Ambrosoli