La firma di Grenoble e la Macroregione alpina.

La firma di Grenoble e la Macroregione alpina.

Nel nostro programma elettorale, noi del PATTO CIVICO abbiamo molto insistito sul tema della Convenzione delle Alpi e sui problemi delle aree e dei Comuni montani, anche perché ci sembrava che il modo più giusto e concreto di parlare di macroregione fosse proprio quello di collegarsi al progetto esistente dell’Unione Europea.
Dobbiamo anche dire che -programmi elettorali a parte-  questo processo di costruzione di una strategia macroregionale europea è stato avviato da lungo tempo.
E dopo anni di preparazione ha trovato la sua prima formalizzazione  nella ‘Iniziativa’, sancita il 29 giugno 2012 a Bad Ragazz (Svizzera), quando tutte le regioni rappresentate hanno lanciato ufficialmente il progetto di una ‘Strategia Macroregionale per le Alpi‘.
E’ toccato poi al Parlamento Europeo, nello scorso mese di maggio 2013, discutere, valutare ed esprimersi favorevolmente nei confronti della Strategia alpina, riconoscendone il valore aggiunto per l’intera Unione Europea.

La giornata del 18 ottobre, è stata un’altra tappa verso il cambiamento, perché è stata sottoscritta la nascita di una area vasta, che mette insieme ben sette Stati membri, tra cui l’Italia.
I presidenti delle Regioni e delle Province autonome alpine italiane si sono infatti trovati, a Grenoble, in Francia, per la firma di uno storico accordo paritetico tra Stati e Regioni sulla creazione di una ‘Strategia Macroregionale per la Regione Alpina’.
Di che si tratta?
Si tratta di uno strumento di coordinamento delle politiche e dei fondi transnazionali, per garantire crescita, equità e sviluppo sostenibile nelle Regioni più sviluppate d’Europa: quelle cioè di qua e di là della catena alpina, una Macroregione di 70 milioni di abitanti su più di 450mila chilometri quadrati.
L’Italia, è stata rappresentata, oltre che dal Governo con il Ministro degli Esteri Emma Bonino,  da Regione Lombardia; Piemonte; Veneto;
dalla Regione Friuli Venezia Giulia con il suo presidente Debora Serracchiani;  dalla Valle D’Aosta con il presidente Augusto Rollandin; e infine: Luis Durnwalder presidente della Provincia autonoma di Bolzano e Alberto Pacher, presidente del Trentino Alto Adige.

Con l’evento del 18 Ottobre siamo perciò entrati nella fase finale di questo percorso: con la partecipazione convinta al progetto di una così vasta regione europea da parte dei Governi degli Stati alpini, che si apprestano a formalizzarne la nascita nell’ambito del Consiglio Europeo dei Capi di Stato e di Governo che si terrà il prossimo 19 dicembre.
Per iniziativa del Presidente Raffaele Cattaneo, peraltro, su tutto questo percorso anche il Consiglio regionale avrà modo di discutere nelle prossime settimane.

L’apprezzamento e l’adesione all’iniziativa, oltre che dei presidenti delle Regioni e Province autonome alpine italiane, anche dei Governi, conferma la comune volontà di realizzare al più presto questa nuova macro area Alpina. Lo stesso Governo italiano ha questo obiettivo. E lo ha sottolineato anche il Presidente del Consiglio Enrico Letta proprio nel momento ficale del recente dibattito alle Camere sulla fiducia.
Perché tanta attenzione?
Certamente perché tale evento rappresenterà un’occasione di ripensamento delle politiche per lo sviluppo, a partire da quei territori e da quei popoli che intorno all’Arco Alpino hanno saputo costruire l’asse portante della loro crescita europea.

Ma soprattutto perché, dentro la crisi che stiamo vivendo,  da questo evento potrà venire una straordinaria azione di rilancio. Infatti l’ elaborazione e l’approvazione della Strategia e del relativo Piano d’Azione per tutta questa vasta area dovrà essere definito entro la fine del 2014.  Solo cosi si potrà far convergere la definizione delle priorità strategiche di questa Euro Regione Alpina con quelle della Programmazione Europea 2014-2020 dei Fondi a finalità strutturale, che potranno portare risorse finanziarie anche alle aree montane della nostra Regione.
Tutti questi punti sono stati al centro degli interventi del nostro seminario, svoltosi presso la Sala gonfalone del Pirellone, in contemporanea con l’evento di Grenoble. In particolare vi segnaliamo quello di Marco Onida di cui potete consultare le slides insieme ai dati forniti dal nostro professor Claudio Conti.