Economia digitale: motore di sviluppo e di lavoro

Economia digitale: motore di sviluppo e di lavoro

In Lombardia si concentra un enorme capitale umano “digitale”: persone altamente qualificate che studiano e lavorano in ambiente digitale. Ciò nonostante, nella nostra regione si registra un forte gap tecnologico. Non è altro che un divario culturale: lo sviluppo del digitale non è qualcosa che dovrebbe interessare solo agli addetti ai lavori, perché riguarda tutte le professioni. È fondamentale che le competenze di questo mondo s’incrocino con tutti gli altri settori dell’economia. Solo in questo modo si potrà parlare di rilancio economico a 360 gradi.

Questo è uno dei temi fondamentali dell’Agenda Digitale per la Lombardia presentata oggi. Un insieme di proposte che hanno un unico obiettivo: rendere la nostra regione tra le prime in Europa per tasso d’innovazione digitale. Una “Smart Region”.

Come? Ecco alcuni esempi.

Rendendo internet una piattaforma per governare meglio. Un Open Government che consenta finalmente ai cittadini di divenire parte attiva nei processi decisionali (attraverso portali, blog, reti sociali). Una partecipazione concreta, che vada al di là del momento elettorale e permetta a tutti di comprendere, vigilare e discutere le misure che li riguardano.

Rafforzando la diffusione della banda larga e ultra-larga, fissa e mobile, che permetta di avere un accesso digitale generalizzato. La rete deve arrivare ai cittadini, alle imprese, alle zone turistiche anche nei punti più remoti. Questo rafforzamento del tessuto digitale favorirà l’accesso al mercato globale soprattutto delle PMI – che sono una delle basi portanti dell’industria della regione, ma oggi sono penalizzate dalla carenza di conoscenza della tecnologia ICT- , contribuirà allo sviluppo di attività di economia locale e alla nascita di nuove realtà imprenditoriali digitali e non.

Utilizzando le tecnologie informatiche per ridurre il disagio sociale, portando la rete anche alle persone più svantaggiate (anziani o disabili, per esempio) e mettendoli nelle condizioni di fruire di queste tecnologie. Lo sviluppo del “Tele-Care”, modello di teleassistenza domiciliare, ridurrebbe problemi e costi in ambito sanitario, garantendo agli assistiti un miglior servizio.

In questo percorso bisogna superare degli ostacoli: un impianto normativo ostile e un notevole gap culturale da colmare. Per risolvere il primo, l’Agenda Digitale prevede, infatti, il cambiamento dell’impianto normativo per incentivare gli operatori a installare rete in fibra. Per colmare il secondo, è fondamentale rafforzare il sistema formativo, dalla scuola in poi, partendo dalla formazione del corpo docente perché possa meglio sfruttare tutte le tecnologie a disposizione.