Expo 2015 – Un’opportunità per Milano, la Lombardia, l’Italia. Patto per il lavoro e lo sviluppo.

Expo 2015 – Un’opportunità  per Milano, la Lombardia, l’Italia. Patto per il lavoro e lo sviluppo.

Ieri mattina, al Circolo della Stampa di Milano, Pierluigi Bersani, candidato premier del Pd, Umberto Ambrosoli, candidato alla presidenza di Regione Lombardia per il centrosinistra e Giuliano Pisapia, Sindaco di Milano, hanno partecipato a una conferenza stampa congiunta sul tema: “Expo 2015, un’opportunità per la Lombardia e per L’Italia”.
È stato il primo passo verso una fase di rilancio e sostegno al percorso che si concretizzerà con Expo 2015.
Giuliano Pisapia si è impegnato a chiedere al prossimo governo di assumersi quattro impegni immediati:

1. Un ripristino delle possibilità di intervento del Commissario Straordinario del Governo per Expo Milano 2015, così come erano in origine, ma soppressi in occasione dell’abrogazione della disciplina Grandi Eventi.

2. Una modifica al Patto di Stabilità per permettere l’esenzione dal computo relativo delle spese del Comune di Milano e della Regione Lombardia per le opere Expo identificate come essenziali o connesse.

3. La nomina da parte del nuovo Governo in seno alla Presidenza del Consiglio di un Sottosegretario all’Expo con il compito di coordinare tutte le partite legate all’Esposizione Universale. Da considerare anche una Legge Speciale per Expo Milano 2015, sull’esempio di quella predisposta per le Olimpiadi di Torino 2006.

4. L’organizzazione di una grande campagna promozionale di Expo Milano in Italia e all’estero ad opera del Governo e di tutti i suoi Ministeri.

Pierluigi Bersani, trovandosi in completo accordo, si è impegnato a mantenere, in caso di vittoria, gli impegni presi sottoscrivendo le richieste avanzate dal Sindaco di Milano e Commissario Straordinario di Expo 2015.

Umberto Ambrosoli ha condiviso le richieste del Sindaco e si è impegnato a sua volta ad avanzarle con forza nei confronti del prossimo governo nazionale illustrando poi altri tre obiettivi sui quali puntare l’attenzione:

1. La valorizzazione del ruolo delle autonomie locali: i Comuni devono e possono essere attori primari anche per Expo 2015.

2. La realizzazione di una forte collaborazione con le altre regioni italiane, con particolare riferimento alla filiera agroalimentare e alla promozione turistica, secondo le intese condivise con Vasco Errani Presidente della Regione Emilia Romagna e Presidente della Conferenza Stato-Regioni, per permettere a tutte le regioni italiane di sfruttare le opportunità proposte da Expo.

3. Il completamento delle opere infrastrutturali già avviate senza accumulo di ritardi.

Durante la conferenza stampa, Umberto Ambrosoli ha poi annunciato la nascita del progetto EuroLombardia, una iniziativa politica di Regione Lombardia di taglio europeista che ha l’obiettivo di capovolgere il rapporto tra il Paese e l’Unione Europea, del quale verrano presentati i contenuti nei prossimi giorni.

“Con il Piano EuroLombardia faremo conoscere le competenze specialistiche della nostra regione all’Unione e costruiremo con i partner europei una piattaforma industriale per competere nel mondo. Non accettiamo di isolarci dal mondo – ha affermato Umberto Ambrosoli – nel momento della crisi, i lombardi si rimboccano le maniche e aguzzano l’ingegno, si candidano a guidare il continente proprio a partire da Expo2015.”

Di seguito il testo integrale del Patto per il lavoro e lo sviluppo.

Expo 2015 è una grande opportunità per Milano, la Lombardia e l’Italia tutta.
Con la sua Esposizione Universale Milano vuole mettersi al servizio della crescita del Paese, vuole essere ambasciatore dell’Italia nel mondo. Ma la posta in gioco di Expo 2015 come volano di sviluppo, strumento anti-crisi e di modernizzazione, esige un impegno corale e condiviso di tutto il Sistema Italia: dalle istituzioni locali a quelle nazionali, dalle imprese alle università, dai milanesi ai lombardi, a tutti gli italiani.

Expo 2015 è anche la strada maestra che l’Italia ha per riaffermare nel mondo la sua immagine di Paese avanzato e inserito nelle reti globali, in grado di indicare le strategie di per lo sviluppo sostenibile del Pianeta. In altre parole, può e deve essere strumento di recupero della credibilità internazionale nel contesto del nuovo mondo che si va disegnando nell’era della conoscenza e dei nuovi equilibri imposti dall’emergere di nuovi protagonisti sulla scena economica e politica mondiali.

Il ruolo di Expo, infatti, oltre a esporre le maggiori novità tecnologiche, è orientato all’interpretazione delle sfide collettive cui l’umanità è chiamata a rispondere. Quella di Milano è inoltre la prima Esposizione Universale di nuova concezione perché basata essenzialmente sul messaggio dei suoi contenuti ( Nutrire il Pianeta. Energia per la vita) di cui sarà forum di dibattito globale, avrà particolare attenzione per i giovani e le donne, userà le tecnologie più avanzate per farne un evento per la prima volta realmente universale.
Per quanto riguarda più direttamente il sito espositivo, Expo 2015 si concretizzerà nella realizzazione alle porte di Milano di un sito all’avanguardia tecnologica, un quartiere Smart, intelligente e sostenibile, che crescerà di pari passo con la trasformazione di Milano in Smart City, sull’esempio di quanto vanno facendo le più grandi città dell’Europa e del mondo, con una ricaduta positiva per l’intero territorio lombardo ma anche per le altre città e territori del Paese, da Nord a Sud, già chiamati ad un’azione di coordinamento operativo e logistico.

Il progetto Expo Milano 2015, per tutto ciò, si è rivelato di grande attrattività. Lo testimoniano le 120 adesioni già arrivate da tutti i continenti al 30 gennaio 2013. Si tratta di un vero e proprio record rispetto alle Esposizioni Universali del passato, con un interessante coinvolgimento in prima linea proprio dei nuovi attori della scena internazionale: dalla Cina all’India, dalla Russia all’Arabia Saudita, agli emergenti del Sud-Est asiatico, vale a dire l’area oggi a più alto tasso di sviluppo. E qui c’è la sfida di trasformare l’evento Expo in acceleratore di investimenti esteri per Milano, la Lombardia e l’Italia ai fini di invertire l’attuale scarsa attrattività del Paese per gli investitori stranieri, a differenza di altri Paesi europei. A ciò si aggiunga il coinvolgimento come global partner Expo di giganti economici e dell’hi-tech del peso di Cisco Systems e Accenture, per fare solo due esempi.

I numeri di Expo. Expo Milano, dal 1° maggio al 31 ottobre 2015, vedrà la partecipazione e il coinvolgimento di almeno 20 milioni di persone che, oltre a visitare il sito espositivo e entrare in contatto con i temi di Expo Milano, avranno accesso ai servizi ad alto tasso di innovazione messi a disposizione dalle imprese, dagli enti pubblici e da altri soggetti pubblici e privati.
I paesi partecipanti attesi sono 130 (tra Paesi e organizzazioni internazionali) e, a partire dalla fine del 2013, costruiranno i loro circa 60 padiglioni collegati ai temi di Expo all’interno dei un sito di circa 1 milione di metri quadri. Gli investimenti pubblici sono pari a 1,3 miliardi di euro così suddivisi: Governo 832,6 milioni, Regione Lombardia 159 milioni, Comune di Milano 159, Provincia di Milano 79,6, Camera di Commercio e Artigianato Milano 79,6 milioni. Il contributo del settore privato sarà pari a 400 milioni mentre gli investimenti dei partecipanti ufficiali a Expo saranno pari a 1 miliardo di euro (esempi: Germania 50 milioni; Arabia Saudita 70 milioni, Svizzera 20 milioni).
9 Cluster, i padiglioni tematici vera innovazione di Expo Milano, riservati a Paesi accomunati dalla produzione di uno stesso prodotto alimentare o interessati a sviluppare un tema rappresentativo (6 saranno dedicati alle filiere alimentari: Caffè, Riso, Cacao, Spezie, Frutta e legumi, Cereali e tuberi. 3 saranno dedicati a temi specifici legati all’alimentazione: Bio-Mediterraneo, Agricoltura nelle zone aride, Isole).
4,8 miliardi, i benefici attesi dal settore turistico. 23.000 saranno i volontari.
Visitatori medi nel giorno: 130.000. Presenze simultanee nei momenti di picco: 135.000.
Volontari nei giorni di picco: 2.300. Presenza media giorno operatori internazionali: 5.000.

I contenuti. Il tema dell’esposizione è “Nutrire il Pianeta, Energia per la Vita” e intende promuovere lo sviluppo di risposte concrete ed efficaci ai complessi e attuali problemi inerenti l’alimentazione e la nutrizione umana, sia in termini di food safety (cibo ed acqua sani, salubri e sicuri), sia di food security (cibo ed acqua sufficienti e facilmente accessibili per tutte le popolazioni del pianeta), in un’ottica di sviluppo sostenibile.

Si tratta dell’oggetto del grande dibattito globale in corso sulle emergenze di un Pianeta che, se deve dar da mangiare oggi a 7 miliardi di persone, nel 2050 dovrà sfamare 10 miliardi di persone. Un Pianeta dove già oggi è palese e oggetto di dibattito lo squilibrio tra chi muore di fame o è malnutrito e chi è affetto da obesità o cattiva nutrizione con i conseguenti pesanti costi economici e sociali. Un Pianeta dove oggi la metà del cibo che viene prodotto nel mondo, circa 2 miliardi di tonnellate, finisce nella spazzatura , benché in gran parte commestibile.

Obiettivo: nei mesi che mancano a Expo, durante l’evento e dopo, far diventare Milano, la Lombardia e l’Italia il centro del dibattito mondiale sui temi della sicurezza alimentare, del diritto al cibo, dell’acqua come bene comune, della lotta agli sprechi, dello sviluppo intelligente e sostenibile, delle energie rinnovabili, di una nuova cooperazione internazionale su base paritaria quale volano di sviluppo per il Nord e il Sud del Pianeta. A tal fine l’azione sarà rivolta ad attirare le eccellenze della ricerca accademica e di impresa nazionali ed internazionali, come la convegnistica internazionale di alto livello. Un’attività di analisi e di dibattito che dovrebbe contribuire alla messa a punto del “Documento finale di Expo Milano” che dovrà essere sottoscritto dai partecipanti.

Preparazione all’Evento. Per preparare la città all’appuntamento con Expo 2015 e metterla in grado di accogliere i milioni di visitatori attesi (dalla Cina, ad esempio, ne dovrebbero
arrivare almeno un milione) è stato messo a punto il progetto “City Operations” che attraverso una serie di percorsi coinvolgerà tutta l’amministrazione comunale per i prossimi tre anni in collaborazione con Expo 2015 Spa e le altre istituzioni locali e nazionali. Un lavoro che coinvolgerà quindi le istituzioni cittadine, l’intera cittadinanza (a partire dalle scuole), le Ong e il volontariato, le tantissime comunità straniere che vivono e lavorano sul territorio milanese e lombardo.
Sarà la strada per preparare i pacchetti turistici (in collaborazione anche con le altre città e territori italiani) e i percorsi culturali collegati con i temi di Expo o meno.

Determinante ai fini del successo finale, sarà ovviamente il fronte della comunicazione e della promozione di Expo Milano in Italia e all’estero.

Lotta alle infiltrazioni della criminalità organizzata. E’ uno dei fronti strategici del processo di preparazione dell’evento 2015. Alla luce anche dei collegamenti con la criminalità organizzata di esponenti di alto grado della Regione Lombardia emersi negli scorsi mesi, che hanno confermato le mire del crimine organizzato sui ricchi appalti Expo.
La trasparenza degli appalti dell’Esposizione Universale è pertanto un fronte su cui non si intende abbassare la guardia nel quadro di una stretta collaborazione di controllo tra le Istituzioni lombarde, la società Expo 2015 Spa, la Prefettura e le Forze dell’Ordine.
Le armi a disposizione: i “Protocolli di Legalità” sottoscritti dalla società Expo, dalle Istituzioni, dalla Prefettura e dalla parti sociali (imprese e Sindacati) per controlli strettissimi (grazie anche alla creazione di banche dati appositamente dedicate in collaborazione con il Gruppo Interforze) per la prevenzione delle infiltrazioni del crimine organizzato e per il rispetto della sicurezza sul posto di lavoro nei cantieri Expo.

Expo Milano lascerà in eredità al Paese gli strumenti normativi e tecnologici messi a punto per far sì che un grande evento possa essere realizzato nel rispetto della legalità.

Eredità di Expo 2015. Non solo lo sviluppo economico, le occasioni di lavoro per giovani e donne anche attraverso lo strumento delle start up, la modernizzazione del sistema, la realizzazione della Smart City Milano, saranno eredità di Expo.

Ci saranno lasciti materiali, come ad esempio la riqualificazione delle storiche Vie d’Acqua milanesi e lombarde collegate a Expo; o la riqualificazione delle altrettanto storiche Cascine e in particolare della Cascina Triulza che rimarrà sede dell’attività di cooperazione internazionale di organizzazioni non governative italiane e straniere. Altra eredità per Milano e la Lombardia sarà la riqualificazione urbanistica dell’area su cui sorgerà il sito espositivo. In base all’Accordo di Programma approvato con delibera comunale, sottoscritto il 17 luglio 2011, e il cui iter si è concluso con il decreto del Presidente della Giunta Regionale n.7471 approvato in data 4 agosto 2011, si procederà a una riqualificazione dell’area in base alla definita variante urbanistica per Expo. La riqualificazione prevede che almeno il 56% sarà destinato a parco. E’ previsto anche un grande lascito pubblico con attrezzature e servizi dedicati. Mentre un parte sarà adibita a uso residenziale in base a un mix abitativo che prevede residenze private ed edilizia convenzionata e/o agevolata.
Importanti saranno anche i lasciti immateriali in termini di grandi investimenti tecnologici che dal Sito Smart di Expo spingeranno lo sviluppo della “agenda digitale” della Lombardia. Milano e la Lombardia “cantiere di innovazione” per l’Italia tutta. Il grande prodotto tecnologico di Expo dovrà diventare parte viva di Comuni e territori. E le eredità per il territorio sono rappresentate fin d’ora da 8 aree di progetto specifiche: le interconnessioni dei servizi digitali complessi; l’infomobilità; la digitalizzazione dell’offerta culturale e turistica; la “Smart City Mobile App” quale piattaforma virtuale collettiva al servizio del territorio; il biglietto elettronico digitale; le Isole digitali già in sperimentazione a Milano per la mobilità elettrica e i servizi di Pubblica amministrazione al cittadino; la Piattaforma WiFi Lombardia; il programma di accelerazione d’impresa attraverso start up e poli innovativi dedicati in particolare ai giovani.
In definitiva Expo 2015 sarà eredità per lo sviluppo futuro in quanto volano di investimenti: una spinta che non si esaurirà nel 2015, ma continuerà almeno fino al 2018.
Il dopo Expo sarà in parte eredità e in parte continuazione dei progetti. Lo stesso impegno che è stato messo nella realizzazione di Expo sarà messo nella prosecuzione dei cantieri ancora aperti, mentre se ne apriranno di nuovi. E ciò nel quadro di una concreta realizzazione di uno sviluppo sostenibile e dell’utilizzo delle tecnologie per cambiare e migliorare lo stile di vita e di lavoro, creando nel contempo posti di lavoro. Sul fronte della Green economy, ad esempio, un programma di investimenti dovrà coinvolgere il territorio della Grande Milano, l’alta Lombardia e la vicina Emilia dove opera una concentrazione formidabile di aziende di piccola e media dimensione che già contribuiscono alla realizzazione di progetti di questo tipo in tutto il mondo e invece faticano ad essere interessate da programmi di investimento proprio in Italia.

In altre parole, eredità di Expo e dei programmi di investimento ad esso collegati potrà essere la progettazione, realizzazione e lancio di un nuovo modello di sviluppo, al quale contribuirà la rete di Università e centri di ricerca d’eccellenza milanesi e lombardi, e al quale i nostri giovani attendono di poter accedere e partecipare ormai da troppi anni. Un progetto di cui Comune di Milano, Regione Lombardia e Governo centrale non solo si faranno promotori, ma che sosterranno fino in fondo.


Un Patto di lavoro per Expo Milano 2015: quattro impegni

Oggi la macchina di Expo Milano è avviata e corre verso l’appuntamento con l’importante manifestazione globale del 2015. Restano, tuttavia, importanti criticità di natura economica e operativa da risolvere a livello centrale in vista di un evento che va a beneficio dell’intero Paese. Una tale sfida richiede una grande determinazione e un vero e proprio Patto tra Istituzioni: un Patto di lavoro per Expo Milano per tradurre in realtà i progetti di lavoro e sviluppo, superando le criticità che ancor oggi persistono.

Le principali sono: la necessità di procedere in corsa accelerata per recuperare i ritardi accumulati dalle precedenti amministrazioni di Comune e Regione; il fatto che oggi è possibile agire solo in legge ordinaria e, quindi, con provvedimenti amministrativi; le ristrettezze di bilancio imposte dal Patto di Stabilità, anche nel caso in cui la spesa per Expo e le opere connesse sia finalizzata ad anticipare pagamenti per conto dello Stato; l’incertezza nei tempi di pagamento dei contributi statali, peraltro già stanziati, specie per quanto riguarda le opere infrastrutturali; le limitazioni di spesa imposte alla Pubbliche amministrazioni dal Dl 78/2010 per spese di promozione; la pluralità di soggetti che in sede di amministrazione centrale si occupano dei dossier Expo, che non sempre facilita un veloce processo decisionale.

La città di Milano si è già fortemente impegnata assumendosi la responsabilità di affrontare la sfida di Expo 2015. E’ fondamentale che il futuro Governo della Regione Lombardia e, soprattutto, il futuro Governo del Paese assumano lo stesso impegno e la stessa determinazione, ciascuno operando per rimuovere gli ostacoli.

Alla luce di tutto ciò, quattro sono gli impegni immediati attesi dal nuovo Governo italiano:
1) Un ripristino delle possibilità di intervento del Commissario Straordinario del Governo per Expo Milano 2015, così come erano in origine, ma soppressi in occasione dell’abrogazione della disciplina Grandi Eventi.

2) Una modifica al Patto di Stabilità per permettere l’esenzione dal computo relativo delle spese del Comune di Milano, della Provincia di Milano e della Regione Lombardia per le opere Expo identificate come essenziali o connesse.
Una modifica al Dl 78/2010 che permetta a queste istituzioni le spese di promozione strettamente correlate alla realizzazione dell’Esposizione Universale.

3) La nomina da parte del nuovo Governo in seno alla Presidenza del Consiglio di un Sottosegretario all’Expo con il compito di coordinare tutte le partite legate all’Esposizione Universale. Da considerare anche una Legge Speciale per Expo Milano 2015, sull’esempio di quella predisposta per le Olimpiadi di Torino 2006.

4) L’organizzazione di una grande campagna promozionale di Expo Milano in Italia e all’estero ad opera del Governo e di tutti i suoi Ministeri.