Festa e bandiera regionale: tutta propaganda leghista. Noi non ci stiamo.

Festa e bandiera regionale: tutta propaganda leghista. Noi non ci stiamo.

Le urgenze della crisi sono tante.
Dobbiamo passare dalla discussione e dalla decisione, con ore e ore di confronto in Commissione, per portare poi ai nostri concittadini proposte utili e concrete. Il tempo non basta mai. O almeno così sembra, a vedere quanto ci si impiega per decidere sui ticket sanitari, per esempio.

C’è però chi ha così tanto tempo a disposizione, come in Commissione Seconda, da dedicarlo all’esame di un Progetto di Legge per “Istituzione della Festa regionale Lombarda in occasione del 29 Maggio, ricorrenza della Battaglia di Legnano”. Letteralmente.
Ma non basta. In aggiunta c’è anche il PDL (Progetto di Legge) n.27 per  “Istituzione ed adozione della Bandiera della Regione Lombardia”.
Naturalmente il gruppo consiliare che ha preso l’iniziativa è quello della Lega.

Viene spontanea la domanda: Presidente Maroni, ma non doveva fare la Macroregione?
Dal Monviso a Trieste, dallo Stelvio al Po, tutti sotto la bandiera lombarda?
Bene hanno fatto i nostri consiglieri, Patto Civico e PD,  a dimostrare la loro contrarietà (vedi l’allegata dichiarazione di Roberto Bruni) abbandonando i lavori della Commissione.
E se c’è tempo per un ‘gruppo di lavoro’,  dedichiamolo piuttosto a qualcosa di più serio. Come i ticket, appunto!

Dichiarazione di Roberto Bruni, consigliere regionale Patto Civico:

“L’istituzione di una bandiera e di una festa regionale, a maggior ragione in questo momento,  non ci sembra francamente una priorità. È la solita iniziativa tutta propagandistica di una Lega in difficoltà che cerca così di recuperare qualche consenso. E noi a una discussione di questo tipo non vogliamo partecipare.

Il centrodestra tenta di giustificare la necessità di questi due progetti di legge in attuazione dello Statuto. Ma il punto è che altri e più importanti passaggi della carta costituente regionale rimangono ancora lettera morta. E allora un gruppo di lavoro avrebbe avuto senso nell’ottica di una ricognizione generale per individuarli e indicare poi un percorso complessivo . Non certo per discutere, com’è stato deciso, della battaglia di Legnano, del drago di San Giorgio e della tanto sottile, quanto poco appassionante, differenza tra bandiera e gonfalone.

Non entreremo quindi a farvi parte restando in attesa di capire cosa alla fine arriverà in Aula. Nel frattempo consigliamo ai firmatari una rilettura del testo sulla festa che, insieme a tanta retorica sull’identità, contiene diverse inesattezze storiche, a partire da un Sacro Romano Impero trasformato in Impero Germanico”.