Lettera al Direttore del Corriere della Sera.

Gentile Direttore, in merito all’articolo di Sergio Harari «La logica delle tessere e il merito nella sanità», comparso sul Suo giornale, che solleva la centralissima questione delle nomine dei direttori generali in ambito sanitario, vorrei chiarire la mia posizione. È vero, come scrive Harari, che oggi la vera battaglia è quella di riportare il merito nella sanità, lasciando alla politica il ruolo di direzione strategica; non è altrettanto vero che nessun candidato affronta il tema. Se si consulta il mio progetto per il governo della Lombardia si trova la chiara volontà di escludere dalle nomine la politica, le sue ingerenze e le sue invasioni di campo: per le nomine dei manager della sanità la Regione dovrà convocare una commissione indipendente di esperti che valuti preventivamente e proponga, sulla base di meriti e competenze riconosciuti e documentati in modo trasparente, rose di nomi selezionati, tra i quali si effettuerà la scelta. Trasparenza e merito devono sostituirsi alla logica, in passato esplicitamente difesa da un assessore leghista secondo cui le nomine dei dirigenti devono corrispondere all’esito delle urne. Insomma, sia il dottor Rossi sia il dottor Bianchi potranno essere tecnici di Ambrosoli: purché il loro unico merito non sia quello di possedere una tessera.