Inquinanti dell’aria, prioritaria la salute dei cittadini

Un intervento a commento di questo post.

Genitori Antismog svolgono una funzione essenziale nel portare all’attenzione dell’opinione pubblica le problematiche legate al rapporto tra inquinamento e salute. Le loro battaglie sono le nostre, per una Lombardia più pulita e più libera, anche dall’inquinamento.

Non accettiamo le idee contrabbandate delle varie giunte Formigoni, secondo le quali l’inquinamento atmosferico va sopportato perché si accompagna allo sviluppo economico, o che perché la pianura padana ha condizioni orografiche che rendono difficoltoso il “ricambio dell’aria”.

Pensiamo invece che il primo requisito del progresso sia la salute dei cittadini, specie delle categorie più “critiche”‘, e che le difficili condizioni orografiche debbano essere uno stimolo in più, non in meno, per azioni concrete, di breve e di lungo periodo.

Sappiamo che la condizione, come dicono i Genitori Antismog, è “cronica e gravissima”, e che “i livelli delle sostanze inquinanti non sono in diminuzione, ma anzi sostanzialmente stabili e tali da comportare un impatto grave e inaccettabile per la grande maggioranza dei residenti in Lombardia”.

Per questo, il nostro programma dice chiaramente che intendiamo rispettare le normative europee in materia di qualità dell’aria. Vogliamo raggiungere gli obiettivi previsti, nei tempi stabiliti, senza ricorrere alla logica delle deroghe.

Diciamo chiaramente che “il problema della qualità dell’aria si risolve solo con un’azione costante e progressiva nel tempo”, perché “rimangono problemi gravi per le polveri sottili, gli ossidi di azoto, i composti organici volatili”.

Per questo pensiamo che sia necessario riformare profondamente il recente piano regionale per la qualità dell’aria, le cui azioni non hanno il carattere di incisività e urgenza che riteniamo indispensabili.

Con le sue politiche sul sistema dei trasporti e della mobilità, Regione Lombardia può e deve offrire ai cittadini servizi efficienti e infrastrutture di qualità. È fondamentale trasformare il trasporto ferroviario regionale in un moderno “trasporto rapido di massa”, una grande metropolitana regionale capace di competere con l’uso dell’automobile. È necessario rendere più veloci e regolari i servizi per i pendolari.

La messa in rete deve estendersi anche a servizi di supporto al TPL, come ad esempio i minibus a chiamata, il car sharing, il bike sharing. Contemporaneamente si devono perseguire sistemi di integrazione tariffaria, o sistemi di card integrata per il pagamento con un unico titolo di tutte le modalità di spostamento (bike sharing incluso) e altri servizi connessi (anche per pagamenti in servizi commerciali interni alle stazioni).

Sviluppare l’intermodalità significa non solo coordinare gli orari ma anche dotare stazioni e fermate di tutti i servizi e le funzioni necessarie, come i parcheggi, non solo per auto, ma anche per bici, gli uffici aperti al pubblico e attività commerciali e servizi che configurino la stazione come una parte viva della città.

Ridurre la congestione, migliorare la connettività delle reti e quindi far crescere il grado di accessibilità della Lombardia sia per i cittadini che per le merci, costruendo soluzioni a basso impatto sui territori attraverso un approccio negoziale con gli enti locali. Per la mobilità delle merci due sono gli obiettivi: creare le condizioni di mercato per un significativo trasferimento del traffico di lunga distanza dalla strada al combinato; attivare politiche e provvedimenti di regolazione della distribuzione urbana delle merci che consentano al contempo di contenere congestione e inquinamento e di ridurre l’incidenza dei costi dell’”ultimo miglio” sui prodotti.

I centri logistici dovranno essere pensati in una logica di intermodalità ferro – gomma, e localizzati in modo coerente con le problematiche territoriali e ambientali esistenti.

Il Piano regionale della mobilità ciclistica, unitamente ai piani su base locale, promuove la realizzazione di reti ciclabili, e di stazioni e fermate del trasporto pubblico. Si deve anche pensare a servizi di bike sharing, a posteggi sicuri per bici e altri servizi per i ciclisti in corrispondenza delle stazioni e delle fermate.

È cruciale programmare fin da subito significativi interventi per promuovere l’utilizzo della bicicletta in ambito urbano, trasformando le due ruote in un elemento fondamentale del trasporto delle nostre città, incrementando i servizi e le strutture a essa dedicate.