Io voglio. Le donne della Lombardia con Ambrosoli

Io voglio. Le donne della Lombardia con Ambrosoli

“Le principesse non esistono, dobbiamo salvarci da sole”. Così è iniziato “Io voglio”, un evento fatto dalle donne per le donne. “Io voglio” è stata una dichiarazione di intenti piena di parole forti ma anche di eleganza, di emozione e di ironia. Perché noi donne siamo così. Anche quando parliamo dei problemi che ci stanno più a cuore.

Sul palco e in platea all’Elfo oggi c’erano rappresentate tutte le donne, quelle che vogliono avere la possibilità di decidere se diventare madri o meno, per scelta propria, senza condizionamenti; c’erano le mamme che lavorano e amano i loro figli ma amano anche il loro lavoro, e non riescono a conciliare entrambe le cose; c’erano le donne che vogliono un modo di lavorare nuovo e un modo di governare nuovo, fatto “a misura di vita”; c’erano le donne che vogliono una regione che si prenda cura della cultura, rendendola un bene necessario e accessibile per tutti. C’erano le donne che vogliono riprendersi il diritto di essere se stesse.

Perché noi donne siamo così. Determinate. Vogliamo Umberto Ambrosoli ma non lo vogliamo “gratis”, vogliamo un programma applicato senza sconti e siamo anche pronte a prenderci le nostre dosi di responsabilità.

In mezzo a queste donne ci siamo sentite libere di credere, di pensare che possiamo riuscire a cambiare musica. E Umberto, se vinciamo, ci ha fatto una promessa: “balliamo insieme per cinque anni e cambiamo un po’ di cose”.