La mozione sui Marò e le incoerenze del centrodestra nei confronti di Expo

La mozione sui Marò e le incoerenze del centrodestra nei confronti di Expo

In Consiglio regionale, sulla questione dei nostri due Marò detenuti in India, la maggioranza ha perso stamane una buona occasione per intervenire con intelligenza e duttilità sull’amara vicenda invece di approvare, per evidenti calcoli elettoralistici, una mozione di improbabili ritorsioni contro l’India e che fa solo male all’Expo.

Possiamo solo così commentare l’approvazione con 37 voti (non hanno partecipato alla votazione Patto Civico, Pd, 5stelle) di una  mozione che chiedeva l’esclusione dell’India dall’Expo, come forma di pressione e ritorsione per il trattamento a cui sono sottoposti i nostri due Marò.

Il Consiglio aveva titolarità ad occuparsi della vicenda dall’essere, la nostra regione, organizzatrice e protagonista nei prossimi mesi del più importante evento internazionale di conoscenza e di avvicinamento dei popoli, quale è l’evento dell’Esposizione Internazionale EXPO 2015. Proprio quell’EXPO che invece si voleva usare come strumento di ritorsione.

Ebbene: tre giorni dopo la notizia di questa mozione l’India stessa ha messo in discussione la propria volontà di essere presente alla nostra Esposizione universale.

Sia chiaro, nessuno intende sminuire la gravità della situazione che si è determinata in relazione al processo (ed al regime restrittivo della libertà) ai due sottoufficiali Girone e La Torre. Ma è un fatto di responsabilità, per un mero calcolo elettoralistico, mettere a repentaglio l’unica iniziativa dalla quale dipende tanta parte del rilancio dell’economia della nostra regione e del Paese?
Il dato di fatto è che la tensione fra Italia e India è arrivata a livelli non abituali per due Paesi amici e legati da importanti rapporti economici, culturali, umani.
Mi viene allora da chiedere: ma crediamo nel significato di Expo2015 (non solo nel significato di accessi turistici, non solo di numero di padiglioni costruiti, non solo di infrastrutture)?
Come pensiamo di discutere di “Alimentare il pianeta”, di essere sede di una riflessione autentica e utile sul tema dell’alimentazione, se escludiamo un paese come l’India, un Paese che rappresenta il 17% della popolazione mondiale?
Non sarebbe stato più saggio, proprio con l’occasione di Expo2015, porre le basi per una soluzione all’escalation del deterioramento dei rapporti? E attraverso la collaborazione, l’apertura, la creazione di nuove occasioni di comune sviluppo far vedere all’India che i buoni rapporti con l’Italia possono contribuire al suo sviluppo, alla sua crescita, alla soluzione dei suoi problemi interni? Cioè far vedere che l’amicizia può essere più produttiva della tensione permanente.

Per usare le parole di un diplomatico italiano ‘India e Italia non sono Paesi nemici, e la guerra italo-indiana non avrà luogo. Sarà però necessario, perché si possa riprendere a pieno il cammino della collaborazione e dell’amicizia, che la diplomazia e la politica forniscano con intelligenza, e con urgenza, il contesto necessario a trovare una soluzione equa e ragionevole a questo disgraziato incidente’.

L’Expo può essere utile anche a questo se, abbandonando piccoli calcoli di bottega, lavoriamo tutti assieme per la sua riuscita.

Umberto Ambrosoli