Macroregione? Non serve chiudersi in un cantone ma aprirsi all’Europa

Macroregione? Non serve chiudersi in un cantone ma aprirsi all’Europa

In una intervista sul Corriere della Sera di oggi, Umberto Ambrosoli, leader del Patto Civico e della coalizione del Centrosinistra in Consiglio Regionale, è tornato a ribadire le distanze che lo separano dall’idea leghista della macroregione e delle politiche spartitorie alla base dell’attuale maggioranza Lega-Pdl che governa la Regione Lombardia.
Il Corriere che aveva riportato la proposta dell’ideologo della Lega, Stefano Bruno Galli, di chiamare Cantone Cisalpino la macroregione del Nord, dedica oggi ampio spazio alla risposta di Ambrosoli, le cui dichiarazioni vengono presentate con il titolo: “IL NUOVO CANTONE CISALPINO? LA SPARATA DI CHI NON HA IDEE. L’avvocato uscira’ dalla Commissione regionale sui rapporti con la Svizzera”.

Le cronache agostane consentono di nascondere sotto l’ombrellone del Cantone Cisalpino e dell’inno di Lombardia con parole di Mogol la debole coesistenza Lega PDL che Cattaneo (e due in due mesi!) ha evidenziato nell’intervista dell’altro giorno. Debole proprio perché priva di una visione condivisa.
Essa regge sugli equilibri da spartizione: la vicenda Corecom (la Commissione di garanzia tradizionalmente affidata all’opposizione per il controllo e la vigilanza) ne é dimostrazione eclatante. Non solo hanno ridimensionato il numero di consiglieri di minoranza, non solo hanno posto alla Presidenza e alle due vicepresidenze (su una realtà di soli cinque componenti!) di un organismo di “controllo e garanzia” tre soggetti della frammentata maggioranza, ma hanno come sempre calpestato esperienza e competenza. Basta confrontare i curricula.
Non doveva esserci innovazione?  Era quello che ci avevano assicurato e che noi ci aspettavamo. Qui invece la continuità regna sovrana sul peggior tragitto.
In questo scenario, prestarsi al gioco della “politica estera” (la cui unica logica è continuare a chiudersi nel gioco dei quattro cantoni, quando invece è urgente aprirsi all’Europa) non ha più alcun senso. Non ha proprio senso ed è privo di ogni significato, partecipare ai lavori di una commissione della cui inutilità avevamo avuto presagio (votando peraltro contro la sua costituzione).
In una Regione con una guida micragnosamente dedicata alle spartizioni, parlare di “politica estera” è ipocrisia e -per come quella Commissione (nonostante la buona volontà di chi la guida e la compone) può funzionare in una politica tanto “alta”- non ha proprio senso permanervi oltre.
Cosí, come preannunciato oggi sul Corriere della Sera, Umberto Ambrosoli scriverà al presidente del Consiglio Regionale Cattaneo e gli comunicherà il ritiro della partecipazione dei consiglieri del Patto Civico dalla Commissione speciale per i rapporti con la Svizzera.