Questo è uno dei post che, a voler creare consenso, non bisognerebbe scrivere.

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Oggi seduta in Commissione Sanità.
Inizio con oltre 45 minuti di ritardo…

All’ordine del giorno la discussione sul Progetto di Legge n. 50: “Norme in materia di protezione degli animali utilizzati ai fini di ricerca e sperimentazione e di promozione dei metodi alternativi“.

Si tratta di un progetto presentato nella scorsa legislatura regionale dall’attuale Presidente della Commissione Sanità (Lega Nord) ed in relazione al quale –in ultimo- a settembre erano stati sentiti in Commissione alcuni esponenti del mondo della ricerca scientifica, nonché di quello delle associazioni animaliste.

I primi ci hanno illustrato che:
- la sperimentazione sugli animali è onerosissima, ma assolutamente indispensabile,

- le altre metodiche -comunque- non possono sostituire in toto il ricorso agli animali: al massimo ne limitano l’utilizzo per singole fasi di sperimentazione;

- anche per l’efficacia della ricerca, agli animali è necessario garantire condizioni di “benessere”,

- pur avendo recepito la normativa europea sul tema, l’Italia è schiacciata da un dibattito ideologico che altri paesi europei non stanno vivendo: ciò che contribuisce a mettere a rischio nel nostro paese il futuro della ricerca in ambito farmaceutico e medico.

Dal mondo animalista, invece, ci è stata illustrata:
- la piena contrarietà all’utilizzo degli animali per fini di sperimentazione scientifica,

- il fatto che negli USA sia intervenuto il divieto di sperimentazione sui primati e ora anche sui furetti: ciò a dimostrare il fatto che anche li sta maturando una contrarietà all’utilizzo di animali per fini di sperimentazione.

Per farmi la mia idea, ho voluto guardare la normativa europea e quella italiana con i relativi lavori preparatori, i quali danno conto del dibattito in corso tra le diverse posizioni.
Ho voluto anche parlare anche con alcuni ricercatori.

La mia posizione si è tradotta in diversi emendamenti che, con i consiglieri del PD in Commissione Sanità, abbiamo presentato.

In sintesi: l’utilizzo degli animali per la sperimentazione medica e farmaceutica non deve essere ulteriormente ostacolato; cambiando alcuni passaggi rispetto alla proposta di legge, una regolamentazione regionale può comunque essere di stimolo per promuovere in talune fasi delle sperimentazioni l’utilizzo di metodi complementari (non certo alternativi e tanto meno sostitutivi) e quindi per incoraggiare l’utilizzo del minor numero di animali possibile.

E’ necessario, altresì, promuovere un confronto costante sui diversi orientamenti in materia di sperimentazione animale (per evitare estremizzazioni come quella, ad esempio, cui abbiamo assistito il 20 aprile scorso presso il Dipartimento di Veterinaria dell’Università degli Studi di Milano).

Inoltre, assolutamente, bisogna evitare di incrementare i passaggi burocratici e il numero di centri decisionali (oggi chi voglia fare ricerca medica/farmacologica già deve passare attraverso il vaglio del Comitato etico della sua struttura, del Ministero della Sanità e dell’Istituto Superiore della Sanità; inoltre è soggetto alle ispezioni della ASL).

La maggioranza (per espressione dei suoi consiglieri in Commissione) per ora la pensa diversamente: quasi tutti i nostri emendamenti sono stati bocciati (è passata solo la proposta di promuovere il confronto su basi scientifiche tra i diversi orientamenti in tema di sperimentazione sugli animali).

Per il resto la maggioranza vuole un provvedimento che sostenga l’esistenza di metodi “alternativi”, capaci cioè di “sostituire completamente l’impiego di animali nella sperimentazione”; la maggioranza vuole -altresì- “favorire” quei progetti di ricerca che non prevedono l’uso di animali.

Orbene, penso che la ricerca scientifica sia un fattore di sviluppo, e che pertanto essa vada agevolata e non ostacolata (quando le risorse sono limitate, “favorire” alcuni progetti è un modo molto immediato per penalizzarne altri). Ma penso soprattutto che non si possa legiferare senza guardare alle conseguenze pratiche di quello che si sta facendo.

Ad esempio, uno dei punti in discussione è la creazione di un “Comitato etico regionale”, poi definito “Comitato di valutazione” o “Organismo di vigilanza”. Un nostro emendamento ne escludeva la creazione (anche perché ho assunto l’impegno con i cittadini lombardi a semplificare invece di complicare con l’ennesima sovrastruttura burocratica).

La maggioranza PDL-Lega-Lista Maroni è di altro avviso, ma sul cosa debba fare questo ennesimo organismo la discussione s’è complicata…. e il Presidente della Commissione ha sospeso i lavori dicendo che si stava snaturando la sua proposta di legge (che voleva “ dare un segno di sensibilità verso le tematiche animaliste” per usare le parole di altro consigliere di maggioranza).

Olé!

E’ anche con i segni di sensibilità, fine a sè stessi e -soprattutto- slegati dai loro effetti concreti che questo paese si sta fermando e si condanna (di segno di sensibilità in segno di sensibilità) alla perdita di competitività.

Poi, però, non lamentiamoci se “i nostri migliori cervelli” vanno all’estero a fare ricerca e se indeboliamo interi settori economici che proprio alla ricerca sono legati. E’ colpa delle scelte che facciamo ogni giorno.