Questo ho detto oggi a Maroni su Infrastrutture Lombarde: cambia rotta!

Questo ho detto oggi a Maroni su Infrastrutture Lombarde: cambia rotta!

Signor Presidente della Regione, signor Presidente del Consiglio regionale, signore e signore consiglieri,
va da se che bisogna unire tutte le forze sane (imprenditoriali, sindacali, politiche, amministrative, ecc…) per portare Expo al successo: questa è la priorità assoluta, non solo per la Lombardia, ma per il Paese intero.

C’è anche, tuttavia, un discorso di responsabilità. Di quelle penali se ne occupa la Magistratura. La responsabilità politica, invece, sta a noi esercitarla e giudicarla.

Talvolta i fatti più vicini sono meno presenti nella nostra mente di quelli più remoti.
Alla nostra attenzione oggi sono fatti risalenti al 2008 e poco dopo: quando la Giunta di RL era un’altra, il Presidente era un altro, ma le forze di maggioranza le stesse, e questo non è un dettaglio.
È certamente giusto guardare ad allora, tanto più per l’emergenza di una contestazione giudiziaria tanto grave da aver portato all’applicazione delle più severe misure cautelari.
Ma guardiamo anche al presente, nella sua connessione con il più recente passato: cioè la fase che vede la responsabilità diretta di chi oggi è chiamato alla guida della più importante regione d’Italia: questa Giunta, questo Presidente, questa -la stessa- maggioranza.

Agosto 2012: i giornali danno conto di un’indagine a carico del Capo dell’Ufficio Gare di IlSpa, Paolo Perez, in ordine ai lavori per il nuovo Ospedale San Gerardo di Monza.
I mesi immediatamente successivi, gli ultimi della IX legislatura, vedono numerose altre notizie di indagini a carico di chi interpreta diverse responsabilità -anche e soprattutto quelle apicali- in questa Regione. Ogni settimana c’è n’è è una nuova.
Il 10 ottobre 2012 i giornali danno la notizia di una perquisizione della Guardia di Finanza a Infrastrutture Lombarde. Una delle prove principali alla base degli arresti di questi giorni viene prelevata in quel contesto. Si perquisisce anche l’ufficio di Pier Paolo Perez, il Responsabile Ufficio Gare. Così uno fra i tanti quotidiani di quel giorno:
“anche la gara che ha assegnato i lavori della piastra dell’Esposizione universale del 2015 è sotto inchiesta da parte della magistratura. I pubblici ministeri Antonio D’Alessio e Paola Pirotta, del pool specializzato in reati contro la pubblica amministrazione guidato dal procuratore aggiunto Alfredo Robledo, hanno inviato la Guardia di finanza nella sede di Infrastrutture Lombarde. Per questo appalto – e altri bandi come quello per il piano di trasformazione urbana di Pieve Emanuele successivo all’abbattimento delle torri dell’ex Enpam – sono indagati – tra gli altri – il direttore generale di Infrastrutture Lombarde Antonio Rognoni, ritenuto molto vicino a Formigoni, il responsabile dell’Ufficio Gare Pier Paolo Perez, l’avvocatessa Carmen Leo. L’ipotesi di reato è la ‘turbata libertà del procedimento di scelta del contraente’. Si sospetta, insomma, che il bando sia stato confezionato su misura dei vincitori”.

É l’indagine della quale stiamo parlando oggi.
La notizia perde di clamore grazie ad altra indagine che l’indomani porterà all’arresto dell’Assessore Zambetti.
Siamo alla prima metà di ottobre 2012: sono i giorni in cui, proprio per le continue indagini giudiziarie, Bossi dichiara: “Ne penso male delle inchieste, se va avanti così stacchiamo la spina”. Altri esponenti dello stesso partito dicono che ci vuole una giunta sulla quale “non ci siano ombre”. Che il “Ciclo Formigoni è finito: troppe inchieste!”
Inizia il confronto, tutto interno alla maggioranza: Maroni, Formigoni, Berlusconi decidete se in Lombardia debba esserci un rimpasto, una nuova giunta o una nuova legislatura.
Signor Presidente, non tanti anni fa: uno e mezzo, appena ieri! Sono sicuro che sia una fase ben presente nella sua memoria.

È proprio per le inchieste in corso, per il loro numero, la loro gravità che Lei, Presidente Maroni, il 21 ottobre commenta così le parole della Curia: “queste vicende giudiziarie offuscano il buon lavoro della regione Lombardia, che abbiamo sempre riconosciuto, e  nuocciono anche le istituzioni”. Ricorda, Signor Presidente?  Pulizia, rigore morale sono gli imperativi della nuova stagione che proprio in quei giorni lei annuncia per la Lombardia. “Ho fatto pulizia nella lega -dice- e voglio fare pulizia anche nel palazzo della Regione Lombardia”.

La campagna elettorale è, per Lei, Signor Presidente, già iniziata: discontinuità è una delle sue promesse, innovazione, cambiamento di persone nei ruoli di responsabilità della Regione.

Infrastrutture Lombarde è la realtà operativa finanziaria più importante di Regione Lombardia. Non solo,  ad essa è affidata una straordinaria responsabilità in relazione ad all’Esposizione universale del 2015, manifestazione cui è riposta l’aspettativa di tante imprese e di tanti cittadini per uscire dalla crisi che attanaglia la nostra economia: Expo2015, vetrina della Lombardia e dell’Italia.
Dal Suo programma elettorale, Signor Presidente: “siamo pronti a scommettere su Expo 2015 e lavoreremo affinché questo grande evento rappresenti realmente una straordinaria occasione di rilancio economico e sviluppo del territorio lombardo e dell’intero sistema paese”.
I rischi che incombono su quella manifestazione sono, a quella data, a Lei ben noti: gravi ritardi accumulati nei tempi immediatamente successivi all’assegnazione all’Italia ed a. Milano dell’esposizione, ma non solo: alcuni rischi traggono origine proprio dalle diverse indagini in corso (corruzioni, turbative d’asta, ecc…), altri dal pericolo di infiltrazioni cd mafiose. Per questo nel Suo programma l’impegno è chiaro e perentorio: “Vigilare per un Expo più sicura e trasparente e garantire la massima tutela della legalità…”

Signor Presidente, Le parlo da collega nella libera professione: entrambi sappiamo quanto delle indagini possano poi dimostrarsi fondate come infondate, ma entrambi sappiamo come comunque esse siano un campanello d’allarme. E quando in una grande società avviene una perquisizione, quando i vertici vengono indagati, cosa coincide con il bene di quella società? Cosa vogliono i suoi azionisti per evitare problemi? Metterla in sicurezza: valutare se le procedure operative ed il sistema dei controlli in essere possono scongiurare pure PER IL FUTURO il rischio di condotte analoghe a quelle oggetto di contestazione, ma anche valutare l’opportunità di togliere dai ruoli di responsabilità coloro che in linea teorica potrebbero -proprio perché ancora nel medesimo ruolo di responsabilità- essere assoggettati a misure cautelari decapitando la società stessa, minandone l’operatività. Ecco perché si parla di messa in sicurezza.

La più importante società di Regione Lombardia, braccio operativo dei lavori per Expo2015, é stata messa in sicurezza? So bene che all’interno di quest’Aula la domanda non va posta solo a Lei: ma anche all’allora -ottobre 2012- Assessore alle infrastrutture Cattaneo, e nel presente all’attuale Assessore Del Tenno, ma anche ai consiglieri Altitonante, Anelli e Toia: tutti seduti -in diversi momenti da allora- nel Consiglio di Sorveglainza di infrastrutture Lombarde.
Ma Lei, proprio Lei, che diceva in campagna elettorale “voglio fare pulizia anche nel palazzo della Regione Lombardia” in questi tredici mesi da che é Presidente di questa regione non solo non ha fatto pulizia, ma neppure la più elementare delle operazioni di prevenzione pur in presenza di adeguati campanelli d’allarme: non c’é bisogno di alcuna talpa in Procura,  Signor Presidente, ma di non essere cechi come una talpa nella lettura dei giornali dell’ottobre del 2012!
Lei Non ha fatto prevenzione su quanto dovrebbe stare più a cuore a chi vuole costruire il futuro di questa Regione: l’Esposizione Universale del 2015!
Non so perché lei non abbia usato la necessaria diligenza non rimuovendo Rognoni e Perez prima che lo facesse la Magistratura, non so perché Lei sia stato tanto imprudente, esponendo tutta la regione e Expo 2015 ad un rischio tanto significativo.
Eppure ha vinto queste elezioni anche promettendo discontinuità e questo le ha dato una forza degna di essere esercitata, ma lei ha rinunciato. Chiamato alla prova dei fatti Lei ha avuto paura della discontinuità. Viene proprio da dire che le è mancato il coraggio!
Ho letto dichiarazioni a lei ricondotte di una sostanziale INSOSTITUIBILITÀ di Rognoni in ragione delle sue straordinarie (e ben remunerate, dico io) competenze. Se così fosse, se questa fosse la sostanza della Sua giustificazione, allora Lei, come un capodoglio, si è spiaggiato su di una amministrazione fatta nei suoi veri centri di potere da uomini considerati insostituibili o, peggio, al di sopra delle leggi. Uomini insostituibili: non stiamo parlando di un fatto isolato se ancora poco più di un mese fa Eupolis ha rinnovato il contratto di consulenza a Nicola Sanese. Nessuno è insostituibile e forse nella pigra e pavida negazione di questo assunto affonda il concetto di conservazione.

Signor Presidente, per Expo, per la Lombardia noi non possiamo che giudicare con severità la sua responsabilità politica. La sua! Prima di dire, in relazione ad Expo, che Milano non ha fatto la sua parte, che Roma non stia facendo la propria, sarebbe molto più opportuno che intanto l’Amministrazione che lei guida facesse integralmente la propria: invece Lei ha buttato via una anno e messo a rischio la manifestazione della ripresa! (Mi permetta l’inciso: sará lieto di sapere di una mozione approvata dalla Sua maggioranza per barattare l’esclusione dall’Esposizione internazionale del paese che rappresenta il 17% della popolazione mondiale! Giusto per evidenziare la coerenza con la quale la sua maggioranza crede in Expo).

Tante altre volte abbiamo sentito in quest’Aula, a fronte di indagini giudiziarie (si figuri, anche in relazione a Stamina!), il rombo di un atteggiamento non molto diverso da quello espresso ieri l’altro dal suo predecessore in ordine a questa indagine: abbiamo lavorato benissimo, facciamo il bene dei cittadini, “come si fa adesso a credere ai giudici?”.
Sono più o meno le sue parole di oggi: sembrano copiate dall’intervista di Formigoni sabato su La Stampa
Ebbene, signor Presidente: la Sua maggioranza ha già buttato via un anno e più, Lei ha già sprecato l’occasione di un efficace cambiamento, non sprechiamo oggi -nella svalutazione autoassolutoria del problema o, peggio, nell’ennesima e sterile polemica con la Magistratura- l’opportunità per rimediare alle mancanze di quest’anno. Se la Lombardia che ha in testa è la riproposizione della IX legislatura con continue indagini, perquisizioni e arresti, continui pure così.

Perché infatti, Signor Presidente, Lei lo immagina da solo con la Sua esperienza: di sedute come queste ne avremo altre se Lei non trova il coraggio della discontinuità.