Quirinale: primi esiti delle consultazioni sulla piattaforma partecipata (Liquid Feedback) e prossimi step

Quirinale: primi esiti delle consultazioni sulla piattaforma partecipata (Liquid Feedback) e prossimi step

Ringrazio le centinaia di persone che attraverso la nostra piattaforma partecipata, o direttamente su Facebook, Twitter o mail, hanno cooperato a questo primo passo. Le 48 ore dedicate alla raccolta delle candidature sono trascorse e come promesso pubblichiamo l’esito in ordine alfabetico:

Giuliano Amato
Laura Boldrini
Emma Bonino
Massimo D’Alema
Milena Gabanelli
Carlo Petrini
Romano Prodi
Stefano Rodotà
Gustavo Zagrebelsky

Sono questi i nomi che dalle 8.00 di domani mattina, fino alle 24.00 mercoledì sera verranno messi in votazione sulla piattaforma basata su Liquid Feedback. Queste consultazioni online andranno avanti anche da giovedì in poi, quando cominceranno le elezioni vere e proprie del Presidente della Repubblica, con i nomi che emergeranno nel dibattito parlamentare.

Perchè questa iniziativa è importante e diversa da altre simili in atto in questo momento?

Perché:
- mostra la possibilità di ascoltare i cittadini in modo “costituzionalmente” corretto;
- non è il sondaggio generico, assolutamente legittimo, di un giornale (Repubblica) o una TV (Servizio Pubblico) che interroga le opinioni della sua “audience”;
- quella, altrettanto legittima, di cittadini che si mobilitano a supporto di un candidato, che è una forma di petitioning;
- non è la consultazione chiusa all’interno di un partito (M5S) e non vincola parlamentari o grandi elettori eletti a suffragio universale nazionale o regionale (e come tali rappresentanti di tutti i cittadini, non solo di chi si esprime nelle consultazioni),
- mostra la possibilità che un rappresentante eletto (prima dai cittadini in consiglio regionale e poi da questo scelto come “grande elettore” a rappresentare le opposizioni) ascolti, sulla questione su cui deve prendere posizione con il suo voto, i cittadini che deve rappresentare. Che siano tanti o pochi quelli che si esprimeranno via rete, conta meno, proprio perchè non sarà per me l’unica fonte di ‘ispirazione’, nè sarà vincolante. Procedendo con determinazione in questa direzione, con questa iniziativa intendo aprire la strada per ulteriori occasioni di ascolto che vedano progressivamente aumentare il numero di persone interessate ad esprimere in modo consapevole e responsabile il loro contributo di idee, che saranno preziose per il lavoro che dovremo – io e la coalizione di centro-sinistra in Consiglio regionale – condurre.

Credo che questo esperimento sia già un esempio concreto di quella ‘ibridazione’ della democrazia rappresentativa con elementi di partecipazione/ascolto di cui parla, ad esempio,  la “Recommendation Rec(2001)19 of the Committee of Ministers to member states on the participation of citizens in local public life”*.

PERCHE’ E’ IMPORTANTE LA FASE DI VOTO (CHE SEGUIRA’, DA LUNEDI’, QUELLA
DELLA RACCOLTA DI PROPOSTE DI CANDIDATI E DI SOSTEGNI ALLE  PROPOSTE)?

Perchè la Costituzione dice che il Presidente della Repubblica deve essere
una figura che genera ampio consenso nel Paese. Deve essere il Presidente
di tutti. Quindi oltre al consenso conta il non-dissenso. Qualcuno dei
candidati può raccogliere molto consenso ma anche molto dissenso.  La fase
di voto come realizzata da LiqudFeedback permette esattamente di tracciare
consenso e dissenso e quindi mi fornirà importanti elementi di valutazione.

Umberto Ambrosoli

 

*Recommendation Rec(2001)19
“Accord major importance to communication between public authorities and
citizens and encourage local leaders to give emphasis to citizens’
participation and careful consideration to their demands and expectations,
so as to provide an appropriate response to the needs which they express.
Adopt a comprehensive approach to the issue of citizens’ participation,
having regard both to the machinery of representative democracy and to the
forms of direct participation in the decision-making process and the
management of local affairs.”

P. Ginsborg, La democrazia che non c’è (2006)
Nelle società moderne le decisioni che non derivano da un processo di
coinvolgimento popolare possono facilmente sfociare in un grado di
paralisi superiore rispetto a quelle che nascono da un processo di
deliberazione coscientemente controllato.“ Le decisioni rilevanti per una
comunità  non vanno calate dall’alto, ma prese attraverso la
partecipazione e il dialogo informato.