Umberto Ambrosoli: il discorso in piazza Duomo

Umberto Ambrosoli: il discorso in piazza Duomo

“Vi confesso che stare qui un po’ mi sconvolge. Sì, perché fino a sei mesi fa il mio posto sarebbe stato lì in mezzo a voi, pronto a sostenere il candidato alla presidenza della Regione Lombardia. Oggi invece sono qui. E sono orgoglioso della vostra fiducia. Ma soprattutto sento la responsabilità, della vostra fiducia. La cosa che mi conforta è che so di stare su questo palco non per me. Non per la mia ambizione. Sono qui a rappresentare tutti voi. Non penso a voi come una folla, ma penso a tutti voi, a uno a uno, al vostro entusiasmo, alla vostra voglia di pulizia. So che in mezzo a voi c’è mia madre. In mezzo a voi ci sono i miei figli. E so che anche voi siete qui con le vostre famiglie, con i vostri figli. Perché oggi siamo qui per loro, non per noi. Siamo qui, perché questa giornata è uno dei mattoni con cui stiamo costruendo il futuro dei nostri figli”.

“Io sono qui perché ho capito che non serve a nulla avere le mani pulite se le tieni in tasca.”

“Credetemi, da quando in questi ultimi mesi  ho lasciato la mia vita famigliare e ho accettato questo  impegno,  questo dovere civico, la scoperta più brutta che ho fatto è  vedere come hanno distrutto, ucciso il senso delle parole.Non è una cosa da poco. Le parole che diciamo sono il legame della convivenza.Una promessa è una promessa.  I mattoni con cui noi vogliamo rigenerare la nostra comunità si chiamano: fiducia, responsabilità,  pulizia e amore per le regole.Non c’è  bisogno di un maestro. Me lo spiega  il più piccolo dei miei figli, quando con la severità  dei bambini mi richiama all’impegno, alla coerenza.Sono esperienze che tutti noi facciamo, nella vita quotidiana. Cose semplici.”

“È davvero incredibile, stupefacente, come si parli di tutto, si dicano un sacco di cose,  a chi  le spara più grosse.  Senza alcuna preoccupazione se poi esse possano davvero realizzarsi. Quelle non sono  promesse, sono frottole!”

“E sono un modo fumoso per coprire responsabilità  di anni e anni di non governo. Promettono 5 milioni di alberi. Ma come? Avete per 20 anni lastricato di cemento la nostra regione, 10 ettari al giorno, 8 metri al secondo! Basta consumo di suolo! Con la distruzione del terreno agricolo, distruggete il nostro futuro!”

“Adesso parlano di attenzione verso le donne.Ma quale attenzione? Forse  quella di Berlusconi? O quella della Giunta Formigoni, che per inserire qualche donna c’e’ voluto per ben due volte l’intervento del Tribunale Amministrativo Regionale?”

“Parlano anche di scegliere gli uomini della sanità selezionandoli per merito. Qui proprio la spudoratezza non ha limite! Ma come fa la Lega a dire questo? Dopo aver sbandierato per anni, con orgoglio, la pratica di occupazione delle ASL e di spartizione delle nomine?”

“Infine Maroni ha tirato fuori il coniglio dal cappello. Si è inventato la parola magica per risolvere tutti i guai: trattenere in Lombardia il 75% delle tasse. A parte il piccolo fatto di avere già in Lombardia, se calcoliamo gli interessi sul debito, ben il 78%. Bisogna chiedersi cosa può risolvere dei nostri problemi immediati una rivendicazione che loro stessi dicono di non essere riusciti a realizzare in 10 anni di governi bulgari? Anzi proprio i governi Berlusconi e Maroni, hanno dato alla Lombardia ben 11 miliardi in meno che in passato! Come possiamo ancora credere  alle loro false promesse, ai loro  paradisi artificiali?Ci vuole un approccio nuovo con gente credibile e soprattutto affidabile”

“È vero. La Lega ha fatto cadere Formigoni. Anche se in ritardo, alla fine però anche la Lega ha dovuto  dire che è impresentabile.Ma allora perché oggi dichiarano di volere governare in continuità con quella storia, con i suoi stessi assessori? Ma con quale faccia vanno a giustificarlo ai propri elettori, quei lombardi onesti che chiedevano solo pulizia? Quale credibilità hanno per presentarsi davanti alla loro stessa gente? Nessuna credibilità! Si tengono in piedi soltanto con il reciproco ricatto. Solo perché sfruttano le proprie debolezze per contrattare continuamente nomine e posizioni di potere!”

“Tutti quelli che ho incontrato mi hanno chiesto soltanto una cosa: lavoro. Lavoro contro disoccupazione, mai così drammatica come ora. Lavoro per lo sviluppo delle tante imprese bloccate, costrette a chiudere o alla Cassa Integrazione. Lavoro per dare dignità alle migliaia di donne e di giovani talenti e alle loro energie inutilizzate. In ogni posto dove sono andato, a Sondrio e Pavia, a Mantova e a Como, e dappertutto, non mi hanno parlato di tasse, ma mi hanno raccomandato di avere a cuore i bisogni della gente, di proteggere il welfare e le famiglie.”

“Quando sono andato ad Adro, non ho voluto denunciare le paure, le chiusure, gli egoismi  che ne hanno fatto un simbolo del rifiuto. Ho voluto indicare invece proprio Adro come il luogo di un miracolo.Proprio li è infatti germogliato,rigoglioso, uno di quei semi tante volte seminati. Qui, in questa piazza, dal cardinale che ora riposa nel nostro Duomo.”

“I lombardi pagavano il ticket sanitario più caro d’Italia e loro regalavano decine di milioni alle cliniche degli amici, per farsi in cambio mantenere tra barche e champagne. Continuità” – dice Maroni! “Continuità” – dice il centrodestra che candida Formigoni capolista al Senato. Totale discontinuità, totale cambiamento, diciamo noi. Adesso Basta!”

“Con la forza di una classe dirigente che la nostra  coalizione assicura, come hanno dimostrato i nostri sindaci – riuniti pochi giorni fa a Monza per impulso del Sindaco di Milano Giuliano Pisapia, che ancora ringrazio. Con la forza plurale delle migliaia di liste civiche, frutto di impegno civile e di una nuova ostinazione civica che avrà in me un riferimento sicuro. Con la forza di chi nelle università, nelle associazioni, nelle imprese, nel mondo della cultura e della scienza, ha lavorato con noi per dare alla Lombardia un buon programma di governo per i prossimi cinque anni.”

“Voglio dire grazie a tutti coloro che ci stanno sostenendo. Voglio dire grazie a chi – da tutta Italia e dall’ Europa – ci fa sentire una grande vicinanza.Alle migliaia di volontari che sostengono le nostre liste con orgoglio. A chi interpreta il passaparola come un dovere,  contro l’eccesso di presenza televisiva nazionale dei nostri competitori. E voglio dire grazie a chi – su questo palco – pensa che con una Lombardia migliore ci potrà anche essere un’Italia migliore.”

“E insieme possiamo scrivere un’altra pagina di storia come quella di tanti anni fa. Con una sola differenza. Stavolta il 25 aprile arriva a febbraio, proprio la prossima settimana.”