Umberto Ambrosoli su EXPO

Umberto Ambrosoli su EXPO

Dal punto di vista istituzionale Regione Lombardia deve impegnarsi per sostenere la richiesta, più volte presentata al Governo ma mai accolta, di congelare alcuni vincoli del “patto di stabilità” per assicurare funzionalità all’organizzazione di Expo. Sul fronte delle aree, mi impegno personalmente a garantire il rispetto dell’accordo di programma che obbliga al termine dell’evento, la realizzazione di un Parco pubblico, che potrà essere inserito nel sistema dei Parchi regionali lombardi, che occupi almeno il 56% della superficie totale delle aree occupate, con un indice di edificabilità non superiore allo 0,52 mq.

Sul fronte dei contenuti Expo non può e non deve essere relegata al ruolo di “grande fiera” di prodotti agroalimentari. Il tema della nutrizione del mondo è prima di tutto un argomento legato ai diritti delle persone, alla loro affermazione e alla loro difesa. Per questo, in una città come Milano che ha nella sua storia personaggi come Cesare Beccaria, abbiamo l’obbligo di fare di Expo uno straordinario strumento di confronto e di proposte concrete sulle scelte di politica internazionale che stanno a monte, ma sono decisive, per poter davvero nutrire l’intero pianeta.

Questo consentirà anche di sostenere i valori delle cultura e dell’identità italiana, e della Lombardia e Milano in particolare, che attraverso Expo potranno essere promossi utilizzando come elemento centrale la cultura. Per farlo intendo convocare tutti i tavoli attivi per arrivare, entro sei mesi, a proporre un piano di offerta culturale e turistica per Expo.

Proprio la cultura e l’attrattività che può generare possono essere pilastri fondamentali per la riuscita di EXPO 2015, attraverso manifestazioni a sostegno dell’evento e anche veicolando nelle diverse iniziative un messaggio sociale di attenzione sui temi dell’alimentazione, della nutrizione, del paesaggio e dell’ambiente.

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