“Vorrei risiedere a Milano. Per votare Umberto Ambrosoli.”

«Confesso una cosa: in questi giorni vorrei tanto essere residente a Milano. E sa perché? Per votare Umberto Ambrosoli non con una, ma con due mani». Oscar Farinetti, 58 anni, ideatore e deus ex machina di Eataly, lo dice come liberandosi di un grosso peso. O forse di una grande paura: «Quella che se vince la Lega in Lombardia è un male per tutti».

Sono le prime righe dell’intervista al fondatore di Eataly pubblicata dal Corriere della Sera di questa mattina (clicca qui per leggerla integralmente). Aggiunge Farinetti: «Io sono innamorato, politicamente, di Umberto Ambrosoli. Sono un progressista dai toni moderati. Ambrosoli mi piace perché è una voce vera della società civile, che con toni pacati propone riforme. Lui rappresenta pienamente la mia idea di Lombardia, regione motore di un’Italia unita. I lombardi, che sono uno dei popoli più belli d’Italia, non possono non votare uno con una faccia pulita e bella come lui. Una persona normale. E io, come è noto, adoro le persone normali. Come Giuliano Pisapia, d’altronde».

La voce di Farinetti si aggiunge a quella dei molti altri personaggi pubblici che hanno dichiarato di sostenerlo. Come Massimo Cacciari, che sabato, a Repubblica – ribadendo il concetto anche a L’Espresso – ha detto:  è indispensabile che passi il candidato presidente del centrosinistra, Umberto Ambrosoli. Dovesse farcela Maroni, mi domando chi potrebbe governare avendo contro le tre grandi Regioni del Nord, quelle che mantengono il Paese con il 70 per cento del Pil».